venerdì 6 luglio 2018

mercoledì 27 giugno 2018

Magistra Vitae



Certo, che ogni volta che la Germania va in Russia per vincere...

martedì 26 giugno 2018

Domande di un Blogger Asociale

Nel cerchio: August Landmesser.

Il caporale Adolfo, chi lo ha votato,
Nel '33, quando c'era la crisi?
C'è stato forse un colpo di stato in Doichlandia?
E in Spaghettonia, le piazze acclamanti
per l'Imperivm, erano colme di aristocratici e ricchi?
Y el pueblo de Opusdeya stava proprio tutto quanto,
nel '36, con los republicanos y los anarquistas?
Potere al popolo! Sí, certo, d'accordo,
ma 'sto popolo ve lo siete fabbricato da soli?
La coscienza di classe
sarebbe necessaria, ma se poi va da una parte che non vi garba?
Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì magari stavano urlando
“Le case agli Atlantidèi!”, o “gli schiavi ci rubano il lavoro!”,
e il re di Atlantide twittò fino all'ultimo.
Il ricco Donaldo di Dollaria eresse muri e cacciò tutti i Maya,
da solo?
Nell'antica Sarmatia ci fu una gran rivoluzione
in nome del popolo, che un tempo adorava il suo vittorioso
zar con i baffi, e dal quale era mandato a svernare in Siberia;
che avrà pensato il narod quando si ritrovò con un altro zar baffuto
che vinceva le guerre e mandava a svernare in Siberia?
Nell'Etruria Felix dove regnava i' pòpholo,
a un certo punto i' pòpholo s'accorse
che ugn'andàa più di regnare, ma di èsse' regnaho.
Avrà cessato di essere un popolo?
Al popolo garban gli dèi, i telefonini e il pallone,
al popolo garban l'ammòre, la famìgghia e la schiavitù,
siete poi poi sicuri di esser tanto per il popolo?
Sennò vi tocca sciogliere il popolo
e indirne un altro.
Il popolo non è mai
come si vorrebbe che fosse;
il popolo vuole pane e lavoro,
vuole capipòpolo e cazzi in culo.
Vuole ogni anno un grand'uomo
e, per le quote rosa, anche una gran donna.

E la cosa che vuole di meno
è farsi domande.

giovedì 7 giugno 2018

La guerra



Vivo nel sottobosco di vecchi alberi
Senza sapere che esistono la Macchina e la Ragione.
Riconosco la presenza dell'alce dalle tracce di escrementi
Ammazzo pesci e mi lavo via il sangue nell'acqua.
Vedo come l'àstore devasta i nidi
E come il lago svela il percorso della lontra
E so, quando rivolgo lo sguardo alle stelle
Che non sono solo il muschio di zolle infuocate -
Per questo credo al prodigio e alla verità delle profezie.
Per questo credo al prodigio e alla verità delle profezie.

Ogni sera mi chino verso il fuoco
E mormoro preghiere ideate alla svelta.
Ho paura del buio e del rumore del braccaggio -
Ci sono poche cose che io non presenta.
Io esisto, e basta questo perché il mondo esista,
Traggo auspici gettando la corteccia nel fuoco
E vedo in me la Follia e l'Ordine,
Così come nello specchio del fuoco vedo il Caldo e il Freddo -
Per questo credo al prodigio e alla verità delle profezie.
Per questo credo al prodigio e alla verità delle profezie.

Gli uomini sono cattivi, ma ne conosco alcuni buoni.
Non uccidono l'aquila per averne i pennacchi,
E nelle loro anime non si scorge la Razza Vittoriosa.
Dio ama gli Uomini, non l'Umanità o il Popolo.
La paura governa la mente dei rettili,
Ma nel fulgore del sole d'estate
Sui cammini ricoperti d'erba
Il loro andare calmo non lascia tracce -
Per questo credo al prodigio e alla verità delle profezie.
Per questo credo al prodigio e alla verità delle profezie.

Jacek Kaczmarski (1957-2004)

venerdì 1 giugno 2018

Mynystry



Dai nominativi dei mynystry del nuovo esecutivo, risultano alcune importanti considerazioni a caldo.

1. Centinaio all'agricoltura e Trenta alla difesa. Si comincia subito con gli sprechi. Si potevano accorpare i due ministeri, istituire il ministero della difesa agricola e chiamare Centotrenta. 

2. Bonafede alla giustizia. Non potrà mai dire di non essere in bonafede. E' già qualcosa.

3. Lezzi al Sud. Rigurgito della vecchia Lega, quella della Padania e dei terùn, o di Salvini che in certi video invitava caldamente i napoletani a lavarsi. Ora la cosa è certificata anche con un mynystro.

4. Bongiorno alla pubblica amministrazione. E bonanotte al secchio. Dimenticavo: anche bonafede alla giustizia. Primo provvedimento: bordata di quiz per entrare in p.a. Fiato alle trombe!

5. Costa all'ambiente. Sarà il ministro della Concordia, anche se costa un po' all'ambiente.

6. Savona alle politiche comunitarie. Da questo preciso momento, un'intera città della Liguria diventa ministro. 

Nella foto: una ghigliottina.

lunedì 28 maggio 2018

sabato 26 maggio 2018

Le due bombe


In realtà non l'ho mai saputo, non lo saprò mai e non lo vorrò mai sapere se le due bombe sono scoppiate assieme; quella che mandò in polvere via dei Georgofili, via Lambertesca, mezzi Uffizi, la vita di una famiglia intera e di uno studente, e quella che, a duecentosettanta chilometri di distanza, mandò in polvere la mia vita di allora. Le ho sempre tenute legate, è vero; e può essere che, in fondo, sia una specie di mitologia personale anche se il periodo, giorno più o giorno meno, è pur sempre quello. E così, l'inferno di quella notte e di quel giorno che venne, che vidi coi miei occhi, ha fatto e continua a fare da spartiacque: c'è un prima, e c'è un dopo. Il tempo riconduce gradatamente tutto alla realtà delle cose; ma in quel “prima” ci sono pur sempre la mia adolescenza, la mia giovinezza, i miei sbagli, le mie speranze, i miei rimpianti, le mie colpe e le mie innocenze. Mi tengo e mi assumo tutto quanto. Poi, durante il lungo dopo, mi sono capitate delle cose curiose; come, ad esempio, capitare per puro caso alla Romola senza sapere nulla, e scoprire che in quel paesino, oltre a Jacovitti, riposa anche quella famiglia intera che ho visto, davanti a me, tirare fuori calcinata dalle macerie della Torre del Pulci, piedi morti, lembi di pigiama, ovetti Kinder, brandelli. O come, ad esempio, andare, e sempre per puro caso e senza saperlo, a dormire qualche giorno all'anno in un “bed & breakfast” di Sarzana, a due passi dal cimitero di Sarzanello dove riposa invece lo studente. Perché la seconda bomba, quella che scoppiava per me solo, non mi ha mai fatto neppure per un momento dimenticare quelle povere vite spezzate. Mai. Succedeva venticinque anni fa, un “quarto di secolo” come si dice a volte. Non sono mai andato a nessuna iniziativa o a nessuna commemorazione pubblica. A volte sono ripassato di là, dove tutto è stato ricostruito.