venerdì 17 agosto 2018
Claudio Lolli è andato tra gli zingari felici
Aveva scritto, anni fa, una canzone sull'amore al tempo del fascismo. Se n'è andato in un giorno d'agosto, Claudio Lolli, al tempo del fascismo e della stupidità non più dilagante, ma dilagata, strabordata. In un giorno d'agosto dove a Bologna imperversano le Bergonzoni. Se n'è andato e basta, tra gli zingari felici, in piazza Maggiore, a ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
giovedì 9 agosto 2018
Goliardia
Un "momento goliardico, escludendo qualsiasi riconducibilità a motivi razziali o politici". Ora, inviterei ad immaginare due bimbiminkia di 13 anni, e in modo particolare due italici bimbiminkia di 13 anni di questi tempi, che a malapena sanno emettere qualche indistinto grugnito per poi tentare di scriverlo sui loro telefonini di merda, che "motivano" in questo elegante modo il fatto di avere sparato a salve contro un immigrato del Gambia, Buba Seaasay, accompagnando naturalmente il tutto con grida varie ("negro di merda" ecc.) presso Pistoia. Tutto normale, tutto così goliardicamente normale.
Altrettanto goliardicamente, mi premerebbe dire che in casa dei due goliardici bimbiminkia tredicenni pistojesi, sono state rinvenuti, oltre alla scacciacani così goliardica, anche circa 200 proiettili a salve. Come è noto, i due, essendo minori di anni 14, non sono imputabili; ai vecchi tempi, all'imputazione ci avrebbero però sanamente pensato le loro famigliuole, sottoponendo i fanciulli ad una corposa seduta di manrovesci nel muso, calci nel culo, picchi ne' denti e quant'altro, secondo i più moderni dettami educativi; non posso naturalmente parlare della pena più efficace, vale a dire l'immediato sequestro dei telefonini inserendoli sotto le ruote di un autoarticolato di passaggio e obbligando i pargoletti ad assistere alla scena. Ai vecchi tempi i telefonini non c'erano ancora, ohibò.
Il problema è che le famigliuole dei goliardici bimbiminkia non imputabili sono, attualmente, esattamente come loro. Ci sono i bimbiminkia di tredici anni perché sono figli dell'idiocrazia, di trentacinquenni mammeminkia e babbiminkia che, sui telefonini, scrivono le medesime cose. Che si esprimono coi medesimi grugniti. Uno di questi, che tiene peraltro continuamente a dire di essere un papà, ce lo abbiamo addirittura come ministro dell'interno, il che esprime in modo perfetto la consistenza morale e intellettuale del popolo italiano. E la prossima volta c'è anche il caso che i proiettili goliardici non siano affatto a salve.
domenica 29 luglio 2018
Quando si schiude a sera
GIGLIO DI MARE, o GIGLIO DELLE SABBIE
Pancratium maritimum (L.)
Spiaggia di Fetovaia, Isola d'Elba, 29 luglio 2018
Quando si schiude a sera.
A Gaetano Bresci.
Arrivederci.
venerdì 6 luglio 2018
Torna a casa, Alassie!
Non lasciatevi ingannare, e spaventare, dalle apparenze. È il mio nuovo cagnolino, che mi tiene compagnia in questa calda estate (sí, fa caldo nonostante le usualmente catastrofiche previsioni del meteo.it, che a un certo punto aveva paventato persino la famosa non-estate del 1816...). In realtà è buonissimo, coccolone, fa amicizia con tutti, dà la zampa e non mi costa nemmeno tanto, perché gli do da mangiare degli ottimi bambini italiani, ben nutriti e figli di No-Vax; ne va pazzo! E che vorreste, del resto, che gli dessi da pappare laceri bambini Rom o figli di immigrati?
Si chiama Alassie, e mi ci trovo davvero bene. Nonostante io sia uno storico gattòfilo, mi sono finalmente deciso a prendere un cane; vivendo in un quartiere oramai in preda a i' degràdo e all'insihurezza, si trattava di una decisione necessaria. Nonostante questo, e nonostante i 420 dentacci che si vedono bene nella foto, voglio ripeterlo: è un cane che non presenta particolari problemi. Ha una sola particolarità: deve essere chiamato sempre Alassie, pronunciato Alèssi (come Lassie si pronuncia Lèssi). E' pur vero che Lassie era una femmina (il suo nome, in scozzese, significa "Ragazzina"!), ma mi piaceva di chiamarlo così proprio per una caratteristica che ha: se sente la parola "Alassio" (con la "o", e pronunciata "Alàssio"), attacca. E sono cazzi tuoi, se attacca.
Non so esattamente che cosa gli sia capitato da cucciolo; però non soltanto non sopporta il suono della parola "Alàssio", ma abbaia, ringhia e morde in modo assai selettivo. In pratica, riconosce gli alassioti (non so se si dice così, ma suona benissimo!) dall'odore, e c'è chi dice persino dal puzzo. E non soltanto gli alassioti, ma anche i vacanzieri che sono stati a Alassio, i bagnanti, i gestori e i clienti dell'Hotel Milano, i frequentatori di Facebook che hanno avuto a che fare con Alassio, i muretti di Alassio, 'gnihòsa. Sí, ci dev'essere qualcosa nel passato di questo cane, come quello che a Alassio abbaia e ringhia ai negri e ai marocchini e è diventato una specie di star.
Il mio cagnolone fa all'incontrario; sarà stato per caso espulso da Alassio? Avrà ringhiato e mostrato i denti all'Hotel Milano? Avrà azzannato qualche alassiota dando magari la zampa e facendo le coccole a uno del Ghana? Avrà pisciato sul muretto? Chi lo sa. Intanto ho avuto un'idea: sul collare ci voglio scrivere This dog kills fascists, come la chitarra di Woody Guthrie. Se poi, un giorno, vorrà tornare a casa e fare un giretto all'Hotel Milano, o sulla spiaggia di Alassio, non sarò certo io a impedirglielo! E mi ripiglierò un gatto nero. Miao!
mercoledì 27 giugno 2018
martedì 26 giugno 2018
Domande di un Blogger Asociale
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| Nel cerchio: August Landmesser. |
Il caporale Adolfo, chi lo ha votato,
Nel '33, quando c'era la crisi?
C'è stato forse un colpo di stato in
Doichlandia?
E in Spaghettonia, le piazze acclamanti
per l'Imperivm, erano colme di
aristocratici e ricchi?
Y el pueblo de Opusdeya stava proprio
tutto quanto,
nel '36, con los republicanos y los
anarquistas?
Potere al popolo! Sí, certo,
d'accordo,
ma 'sto popolo ve lo siete fabbricato
da soli?
La coscienza di classe
sarebbe necessaria, ma se poi va da una
parte che non vi garba?
Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì
magari stavano urlando
“Le case agli Atlantidèi!”, o “gli
schiavi ci rubano il lavoro!”,
e il re di Atlantide twittò fino
all'ultimo.
Il ricco Donaldo di Dollaria eresse
muri e cacciò tutti i Maya,
da solo?
Nell'antica Sarmatia ci fu una gran
rivoluzione
in nome del popolo, che un tempo
adorava il suo vittorioso
zar con i baffi, e dal quale era
mandato a svernare in Siberia;
che avrà pensato il narod
quando si ritrovò con un altro zar baffuto
che vinceva le guerre e mandava a
svernare in Siberia?
Nell'Etruria Felix dove regnava i'
pòpholo,
a un certo punto i' pòpholo s'accorse
che ugn'andàa più di regnare, ma di
èsse' regnaho.
Avrà cessato di essere un popolo?
Al popolo garban gli dèi, i telefonini
e il pallone,
al popolo garban l'ammòre, la
famìgghia e la schiavitù,
siete poi poi sicuri di esser tanto per
il popolo?
Sennò vi tocca sciogliere il popolo
e indirne un altro.
Il popolo non è mai
come si vorrebbe che fosse;
il popolo vuole pane e lavoro,
vuole capipòpolo e cazzi in culo.
Vuole ogni anno un grand'uomo
e, per le quote rosa, anche una gran
donna.
E la cosa che vuole di meno
è farsi domande.
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