giovedì 1 marzo 2012

4/3/43, 1/3/12


Con questa canzone, e solo con questa, voglio ricordare Lucio Dalla. Perché è una canzone che ritengo fondamentale, scritta da Roberto Roversi. Il vecchio Lucio peloso se n'è andato, da un po' di tempo aveva smesso di attenermi seppur minimamente; ma mi ricordo anche di qualcosa che aveva fatto prima. Non mi unisco di certo a cori e coretti nazional-popolari, ma se avessi comunque dovuto scegliere fra Lucio Dalla e il vuoto pneumatico che c'è adesso, non avrei avuto dubbi. Anche, appunto, non foss'altro per questa canzone che qui. Parla di nulla che è cambiato, parla di un potere che continua a offendere, in ogni momento. Parla, e parlerà sempre, di oggi. Ciao Lucio, non ti so dire granché e probabilmente non te lo voglio manco dire. Un po' mi mancherai, comunque, sí. Nonostante le tue idiozie securitarie, nonostante l'Opus Dei, nonostante i carusi e i lupi da cui stare attenti. Ma per chi ha scritto e cantato canzoni, alla fine quelle e basta restano o se ne vanno; questa resta e resterà. Bon voyage.

Chi era Bava il beccaio? Bombardava Milano;
correva il Novantotto, oggi è un anno lontano.
I cavalli alla Scala, gli alpini in piazza Dom.
Attenzione:
cavalleria piemontese, gli alpini di Val di Non.

Chi era Humbert le Roi? Comandava da Roma;
folgore della guerra, con al vento la chioma.
La fanteria stava a Mantova, i bersaglieri sul Po.
Attenzione:
fanteria calabrese, i bersaglieri di Rho.

E chi era Nicotera, ministro dell'interno?
Sole di sette croci e fuoco dell'inferno.
All'Opera il Barbiere, cannoni a Mergellina.
Attenzione:
spari capestri e mazze da sera alla mattina.

Di pietra non è l'uomo
l'uomo non è un limone
e se non è di pietra
non è carne per un cannone.

Cavallo di re
la figlia di un re
l'ombra di un re
e la voglia di un re.
Soltanto chi è re
può contrastare un re.

Il gioco dei potenti
è di cambiare se vogliono
anche la corsa dei venti.

E i limoni a Palermo? Pendevano dai rami,
coprendo d'ombra il sangue di poveri cristiani.
Chi era Pinna? Un questore, a Garibaldi amico.
Attenzione:
fucilazioni in massa, dentro al castello antico.

E la tassa sul grano? Tutta l'Emilia rossa
s'incendia di furore, brucia nella sommossa.
Stato d'assedio, spari, la truppa bivacca.
Attenzione:
lento scorreva il fiume da Cremona a Ferrara.

Che nome aveva l'acqua trasformata in pantano?
Macello a sangue caldo di popolo italiano.
Un'intera brigata decimata sul posto.
Attenzione:
i soldati legati agli alberi, agli alberi del bosco.

L'uomo non è di pietra
l'uomo non è un limone
poichè non è di pietra
neppure è carne da cannone.

Quando la vecchia
carne voleva
il macellaio
fu presto impiccato;
e un re da cavallo
è anche sbalzato
e in mezzo al salnitro
precipitato,
come al tempo
del grande furore
quando il vecchio imperatore
a morte condannava
chi faceva l'amore.

Sei le colonne in fila, il gioco è terminato.
Nel bel prato d'Italia c'è odore di bruciato.
Un filo rosso lega tutte, tutte queste vicende.
Attenzione:
dentro ci siamo tutti, è il potere che offende.