sabato 3 marzo 2012

Il comune senso dello spudore


Non credo che sia un caso che il paesello del comune senso del pudore, la cui "offesa" è stata a lungo un reato (magari lo è ancora, ma non saprei dirlo) sia, in realtà, uno dei più spudorati al mondo quando c'è da mostrare tutta la protervia e la violenza di chi detiene i poteri. Spudoratezza ad un grado incomparabile. Mobilitazione generale dello spudore, fino nelle capillarità. Alcuni piccoli esempi banali.

Oggi, in prima pagina sulla Nazione campeggiano le dichiarazioni di un sindaco valsusino pro-TAV: "Io, favorevole alla TAV, sono costretto a pagare la scorta per mio figlio". S'immaginano orde di blackblocnotavanarcoinsurrezionalisti pronti a sbranarsi uno scolaro, per poi cucinarlo a mo' di salsiccia nella polenta; la scorta, poi, è sempre altamente evocativa. Il pensiero corre alle scorte trucidate di Moro, di Falcone e Borsellino; il ragazzino obbligato a andare a giocare accompagnato dagli agenti privati (saranno dei contractors?); minacce e inferni per l'eroico amministratore il cui coraggio si esprime, come è uso in Italia, nell'accodarsi al più forte senza se e senza ma, ma al contempo nel frignare ventiquattr'ore su ventiquattro e, soprattutto, nell'inventarsi idiozie strumentali a fini di propaganda. Tutto fa brodo; basta un titolo da dare in pasto alle pecorelle, che sanno essere animali ferocissimi.

Ieri, una persona di mia assoluta fiducia mi telefona dalla stazione di Parma. Mentre era lì a fare un biglietto ferroviario alla macchinetta, ecco che arriva un annuncio diffuso da un altoparlante: A seguito di una manifestazione NO TAV, ci sono ritardi alla stazione di Parma. Ci scusiamo per l'inconveniente. Sembra una banalità, un normale annuncio; ma non lo è. Avete mai sentito un simile annuncio in una stazione? Tipo: A seguito di una manifestazione contro le mozzarelle blu l'intercity 599 ha 902 minuti di ritardo? Nemmeno mentre Genova andava a fuoco nel luglio 2001 gli altoparlanti dicevano perché; si limitavano a annunciare ritardi mostruosi e cancellazioni, cose per le quali -del resto- le Ferrovie dello Stato italiane non hanno nessunissimo bisogno di manifestazioni o eventi calamitosi. Basta una nevicata del cazzo, oppure uno dei 5000 guasti quotidiani nell'epoca delle privatizzazioni morettiane. In questi giorni, invece, negli annunci si specifica che sono provocati da una manifestazione NO TAV. Ci sarà pure qualche passeggero (facciamo diversi) che, scordandosi di quel che accade ogni giorno nel disastro ferroviario italiano, rimarrà "esasperato" da questi maledetti manifestanti. Scriverà magari alla gazzetta locale, la quale prenderà in considerazione di farci su un'articolessa. E così va.

Della pagina pro-TAV e tutta sarcastica contro il movimento che vi si oppone pubblicata qualche giorno fa dalla Gazzetta dello Sport ho già parlato. Insomma, non si è davvero mai vista una concentrazione simile di spudorata servitù mediatica, fin nei livelli più infimi. Poi si capisce come mai vogliano mettere il bavaglio alla Rete, dove le notizie ancora riescono a viaggiare con un pur relativo grado di libertà. Si capisce questa, e parecchie altre cose. In questi giorni sto quasi sospendendo il mio antifeisbucchismo atavico; ben venga anche FB se serve ad opporsi a questo schifo paranoico. E ritengo che ognuno abbia il dovere di fare qualcosa. Niente seghe, per favore. Niente stronzate personalistiche, niente storielline del cazzo, niente filmini ché di film dell'orrore ne stiamo vedendo già uno inarrivabile. Che lo vogliamo o no, in Rete siamo portatori dell'ultimo spiraglio aperto di libertà, e non è il caso di chiuderlo e di rinchiudersi nel proprio vissutino. Ne hanno paura e lo dimostrano.