venerdì 31 agosto 2007

Petizione ai "Vu' Amministrà' " fiorentini


Da utente che desidera rimanere anonimo riceviamo il testo di questa petizione per l'amministrazione comunale fiorentina, che volentieri pubblichiamo declinando ovviamente ogni responsabilità per il suo contenuto. L'utente specifica che tale petizione può essere utilizzata e diffusa in qualsiasi modo, mediante il mezzo telematico o cartaceo (stampa). Il presente blog fornisce con piacere questo spazio.

RISPETTOSA PETIZIONE AI VU’ AMMINISTRÀ’ DI FIRENZE.

Firenze, 31 agosto 2007.
Al sindaco, agli assessori della giunta comunale, ai consiglieri comunali.

Signore e Signori.

1. Sono un cittadino qualsiasi che non si riconosce né nelle cosiddette “maggioranze” né in voi, quale che sia la bandiera o lo “schieramento” cui dichiariate di appartenere. Mi riconosco esclusivamente nell’umanità tutta e nella lotta contro l’ottusità generalizzata, contro il razzismo, contro la guerra ai più deboli.

2. Se vi chiedete il motivo per cui vi ho qualificato, nell’intestazione di questa petizione, con un’espressione che potrà sembrarvi irriguardosa, è per un semplice senso di giustizia e di realtà. Se, infatti, gli immigrati che nella nostra e in tutte le altre città oramai da decenni vengono definiti spregiativamente “vu’ cumprà’ “ a causa del modo in cui cercano di vendere la loro paccottiglia per pochi soldi, non vedo perché non si dovrebbe definire “vu’ amministrà’ “ chi gestisce la cosa pubblica in modo a mio parere (ma non solo mio) del tutto assimilabile alla paccottiglia. Però guadagnando dei bei soldoni.

3. Ma veniamo all’oggetto di questa petizione, che si riallaccia all’oramai celebre “ordinanza anti-lavavetri” emanata alcuni giorni fa dall’assessore Graziano Cioni.

Ordinanza, in sintesi, motivata:

a) Con la “situazione di pericolo” che tali persone rappresenterebbero per la cittadinanza
b) Con il loro “comportamento aggressivo” (in questi giorni suffragato da centinaia di presupposte testimonianze sulla cui attendibilità naturalmente nessuno ha provveduto a indagare a fondo), particolarmente nei confronti di “donne sole”;
c) Con l’illegalità della loro attività;
d) Con l’intralcio alla circolazione che rappresenterebbero, essendo generalmente posizionati presso semafori ad incroci assai trafficati:
e) Infine, con l’esistenza di un presunto “racket” di sfruttamento che l’ordinanza, secondo le parole del suo inventore, dovrebbe contribuire a stroncare.

4. Non desidero qui discutere sulla validità o meno di tale ordinanza, invero assai mediatica; vi si pronunceranno, come tutto lascia intendere, gli organismi statali preposti. Ne prendo atto, pur opponendomi ad essa con tutte le mie forze, e sono a richiedervi, per semplicissime considerazioni di giustizia, di assenza di disparità e di parità di trattamento, di applicarla anche agli strilloni stradali del quotidiano “La Nazione”.

Come sicuramente vi è noto, tale quotidiano (che oramai da molto tempo conduce al suo interno una decisa campagna “contro il degrado cittadino”, contro l’ “illegalità” e per la “sicurezza”, ospitando nelle sue pagine veri e propri bollettini di guerra che fanno apparire Firenze come qualcosa a metà tra Beirut e Kabul e contribuendo così a creare nella cittadinanza un senso di paura diffusa –presupposto necessario per una sempre maggiore repressione e per un sempre maggiore controllo poliziesco) utilizza anche, per le sue vendite, tutta una serie di strilloni.

5. Tali strilloni presentano le seguenti caratteristiche:

a) Sono in stragrande maggioranza, se non nella loro totalità, cittadini “extracomunitari” al pari dei lavavetri (includiamo qui negli “extracomunitari” anche i cittadini rumeni, nonostante l’entrata della Romania nell’Unione Europea a partire dal 1° gennaio 2007) ed è quindi perfettamente ipotizzabile che tra di loro si trovino diverse persone in situazione irregolare (clandestini) o comunque dubbia;

b) Creano una “situazione di pericolo” in quanto posizionati spesso nel bel mezzo di strada, esposti al rischio di essere travolti dai cittadini più o meno rispettosi delle regole del codice della strada;

c) Svolgono un’attività di vendita la cui regolarità e legalità è quantomeno questionabile, o comunque passibile di accertamenti ben precisi in base alle vigenti leggi sulla diffusione della stampa quotidiana e periodica;

d) Intralciano la circolazione veicolare e pedonale, essendo sistemati, al pari dei lavavetri, presso incroci vitali della città, oppure nel bel mezzo di marciapiedi (abbinando alla vendita della “Nazione” anche quella di oggetti vari, attività peraltro stigmatizzata e combattuta proprio dallo stesso quotidiano);

e) Quanto a quest’ultimo punto, vi sarebbe da indagare in modo preciso sull’effettivo rapporto che lega tali persone al quotidiano “La Nazione” che diffondono e, in ultima analisi, alla “Poligrafici Editoriale SpA” che ne è proprietaria. Si tratta infatti di una rete di distribuzione del tutto anomala e non rientrante in nessuno dei normali rapporti di distribuzione e diffusione medianti punti vendita (edicole o di altro genere) legalmente autorizzati. Sarebbe quindi opportuno svolgere i necessari accertamenti, se necessario con un esposto alla Magistratura, atti a verificare l’effettiva esistenza e consistenza di un regolare contratto di lavoro e/o di prestazione, gli orari di lavoro, la copertura assicurativa e medica ecc. L’assenza o il mancato rispetto delle relative disposizioni farebbe infatti configurare il reato di sfruttamento della manodopera e del caporalato così come previsto dal disegno di legge approvato il 17 novembre 2006 dal Consiglio dei Ministri, il quale prevede pene consistenti nella reclusione da tre a otto anni. Accertamenti dovrebbero essere quindi svolti anche sui modi in cui tali persone vengono ingaggiate, e da chi esattamente lo siano (cioè se direttamente dall’amministrazione del quotidiano “La Nazione”, dalla “Poligrafici Editoriale SpA” oppure se mediante agenzie di lavoro interinale ecc.). Mi sembra che tali accertamenti siano assolutamente doverosi per tutelare sia i diritti di queste persone, sia l’immagine di un quotidiano che fa della “battaglia per la legalità e la sicurezza” uno dei suoi cavalli di battaglia.

6. La presente petizione è estesa naturalmente a tutta la cittadinanza e verrà inviata nei prossimi giorni a tutti gli organismi competenti ed alla stampa cittadina e nazionale. Saranno ovviamente studiate anche altre forme di legale diffusione.

Mi piacerebbe con questo potervi esprimere i miei più distinti saluti, ma data la situazione sicuramente capirete perché non me ne sento la benché minima intenzione.


Nominativo: ________________________________________
Indirizzo: ___________________________________________
Firma: ______________________________________________


1 commento:

Riccardo Venturi ha detto...

Aderisco all'iniziativa con la mia firma:

Nominativo: Venturi Riccardo
Indirizzo: Via Federigo Tozzi 3, 50135 Firenze
Firma: Riproduzione impossibile, con ripromessa di firmare regolarmente una copia a stampa non appena ricevuta.