domenica 29 giugno 2008

Prima vennero a prendere i comunisti (ma sbagliarono l'autore)



Il numero di ieri dell'Unità, quotidiano fondato nel 1924 da Antonio "Trottola" Gramsci (dato che il suddetto si rivolterà sicuramente nella tomba per l'eternità), presentava in prima pagina le notizie sul rifiuto, da parte dell'Unione Europea, della prevista ordinanza sulla schedatura, con tanto di impronte digitali, dei bambini rom in Italia. Su questo provvedimento pienamente nazista da parte del "governo" italiano non intendiamo dilungarci, anche perché –da certi sondaggi di un quotidiano "progressista"- esso sembra essere approvato a larga maggioranza anche dal relativo "popolo"; indi per cui vada in culo non solo il governo, ma anche il popolo.

Da un po' di tempo, l'Unità presenta, tra la testata e il titolo principale, una striscia rossa che dovrebbe contenere un pensiero, quasi sempre espresso in forma di citazione, più o meno in tema con l'argomento del giorno. E cosa c'era ieri? La famosa poesia "Prima vennero per i comunisti" eccetera eccetera. Quante volte la si sarà letta, in questi ultimi tempi? Certo, va detto, di occasioni non ne mancano per utilizzarla attualmente in questo paese. E' letteralmente dovunque: giornali, manifesti, blog. Oltretutto, eh, sarebbe nientemeno che di Bertolt Brecht; l'Unità di ieri riportava anche la data di composizione, il "1931".

C'è però un piccolissimo particolare che sfugge regolarmente a chi cita quei versi: che essi non sono affatto di Bertolt Brecht. Sembra ripetersi, in questo paese, la stessa bufala che portò alla famosa declamazione dei "versi di Neruda" in parlamento da parte di Clemente Mastella, quando diede inizio alla crisi del governo Prodi. Sono invece opera del pastore protestante tedesco Martin Niemöller (1892-1984), e presentano peraltro una storia controversa, al pari del suo autore. Il quale, all'inizio, aveva appoggiato Hitler per divenirne poi un fiero oppositore. Opposizione che, nel 1937, gli costò un periodo di imprigionamento, prima a Sachsenhausen e poi a Dachau. Fu esattamente lì che compose l'embrione di questi versi, che presentano peraltro numerosissime versioni e rimaneggiamenti.

La versione definitiva fu composta dopo la guerra, nel 1946; fu pubblicata per la prima volta nel 1955 in un libro di Milton Mayer, They Thought They Were Free. La versione inglese fu incisa in una lapide poi sistemata nello Holocaust Memorial del New England, come si può vedere nella foto che precede questo post. L'originale tedesco è stato musicato ed eseguito dalla Songgruppe Regensburg, discendente della corale proletaria di Regensburg che interpretò per la prima volta Die Moorsoldaten nel campo di concentramento di Börgermoor. E' inoltre alla base di una famosa canzone di Christy Moore, Yellow Triangle.

La "bufala brechtiana" sembra avere avuto origine nei paesi di lingua spagnola attorno agli anni '70 e si è diffusa rapidamente, ed esponenzialmente con l'avvento di Internet. In effetti, per smontarla basterebbero alcuni semplici ragionamenti: dai versi appare chiaramente che è stata composta da un internato, e Brecht non lo fu mai; scappò dalla Germania il 28 febbraio 1933, il giorno successivo all'incendio del Reichstag. Nella poesia si afferma chiaramente: "Io non ero comunista". Chi non era comunista? Bertolt Brecht? Vogliamo babbiare, direbbe il commissario Montalbano? Come poi l'Unità, ieri, abbia spostato la data di composizione al 1931, lo devono sapere solo i geni della sua redazione, dato che in quell'anno i nazisti ancora non erano al potere. Comunque sia, e come dubitarne?, la citazione della poesia apre anche la voce "Bertolt Brecht" su Wikipedia italiana, anche se nella relativa discussione finalmente qualcuno sembra essersi accorto dell'errore. Comunque sia, certo, restano i versi. I quali, ovviamente, continueranno tranquillamente ad essere attribuiti a Bertolt Brecht finché a qualcuno non verrà in mente di attribuire "A coloro che verranno" al povero Martin Niemöller, così per compensazione.

Del resto, eh, gli stessi versi, e persino nell'originale tedesco (Als die Nazis die Kommunisten holten) sono stati addirittura attribuiti in rete al sottoscritto, Venturi Riccardo. Non ci credete? Leggete qui! E se non siete convinti, leggete pure qui. Insomma, c'è il caso che in qualche numero dell'Unità del 2095, quando sarò morto e sepolto e il governo italiano varerà la legge sulla precipitazione dalla Rupe Tarpea degli omosessuali, mi vedrò citato nella strisciolina rossa sotto la testata.

13 commenti:

k.d. ha detto...

E insieme al testo, pare tu abbia prodotto anche un'ottima suoneria di
Als Die Nazis Die Kommunisten Holten...
Fantastico! :-))
A questo punto, quando ci delizierai anche con la suoneria di Auschwitz?...

franco senia ha detto...

qualcosa (qualcuno) mi dice che il verso d'apertura, quella con gli zingari che rubacchiavano, non sia del pastore, ma appaia nella versione "brechtiana"..poi, se è per questo, esiste una versione di boll, ancora diversa.
Sembrerebbe proprio che brecht ce l'abbia messa la penna!
Ma è poi così importante?

salud

Venturik ha detto...

Finalmente il mio segreto è stato scoperto! Del resto, sotto questi chiardiluna, cos'è un essere umano senza una suoneria?
Dure fatiche, anni e anni di niusgruppi, meilingh liste, blogghi, piole, canzoni più o meno contro la guerra eccetera, ma finalmente ho la mia suoneria certificata!
Cazzo, mi sento assolutamente invincibile oggi. Drin, drin.

franco senia ha detto...

E, oltretutto, la versione "brechtiana" è "leggermente" differente. Zingari che rubacchiano, ebrei che stanno antipatici, omosessuali fastidiosi. Certo, c'è il passaggio in cui dice di non essere comunista, ma, magari, il buon b.b. si riferiva al suo passato di brooker .... chissà

salud

Venturik ha detto...

Importante non è...o meglio, è importante che questi versi esistano comunque. Chiunque li abbia scritti o li abbia, come dire, "iniziati". Ad ogni modo, di versioni ne esistono letteralmente a decine, e dei più svariati autori. Saluti e abbracci!

Venturik ha detto...

O meglio...almeno in una cosa mi sembra importante. Paradossalmente, ma non troppo, è una cosa "a favore di Brecht". Secondo me, in un certo senso, la paternità dei versi da parte del pastore Niemöller è stata più o meno coscientemente messa in sottordine, nascosta o addirittura rifiutata proprio per il carattere ambiguo del personaggio, prima sostenitore del nazismo anche se poi ne fu oppositore. Anche la sua stessa prigionia a Sachsenhausen e Dachau non durò molto, fu liberato -sembra- per intercessione di alcuni potenti industriali tedeschi. Dopo la guerra fu uno di quelli che si adoperò molto per la "riconciliazione" tra i tedeschi e fu avverso alla divisione della Germania.

Lui stesso scrisse diverse versioni della poesia, ed è significativo che in quella primitiva sembrano non esserci stati gli ebrei, ma i testimoni di Geova; intervistato nel 1971, disse però di "preferire la versione con gli ebrei"; nella versione del 1976 c'erano i comunisti, i socialdemocratici, i sindacalisti e gli ebrei. Ironicamente, la versione che nel 1950 fu tradotta negli Stati Uniti non presentava i comunisti (c'erano, invece, i "socialisti") a causa del maccartismo. Ad un certo punto, nel testo sembra essere intervenuto addirittura Marcuse (di Heinrich Böll però non ho notizia). Insomma, una storia complicata assai. Salut!

franco senia ha detto...

Si potrebbe dire che Brecht abbia fatto un po' il ... De André!
Usando e rielaborando e rendendo la "copia" assai migliore dell'orginale (del resto lui era Brecht!!!)
Anche perché sembra che i versi che "chiosano" la scarnezza degli enunciati del pastore, non limitandosi a dire solo "poiché non ero", siano proprio di ... Brecht.

salud

Venturik ha detto...

Il De André...con musica di Christy Moore :-)
No, per nulla male direi! Piuttosto mi chiedo cosa ci abbia messo Marcuse, questa mi incuriosisce assai...fra l'altro non mi ricordo se Marcuse fosse o meno ebreo...

Salut!

franco senia ha detto...

mmmhhhh, sembra che non esista alcuna versione di marcuse (che non era ebreo), bensì pare che marcuse abbia affrontato per primo la questione della paternità.
Solo che si chiama harold, questo marcuse, ed è tutt'altra person, de "l'uomo a una dimensione"!
(un'altra bufala, a quanto pare!!!)
La cosa la puoi trovare qui:

http://www.history.ucsb.edu/faculty/marcuse/niem.htm

Invece quella di Boll dice:
«Quando Hitler andò al potere, i primi che andò a prendere furono sindacalisti, comunisti e socialisti. Ma io non ero né sindacalista, né comunista, né socialista e quindi dissi: “Che me ne frega?”. Poi mandò a prendere i cristiani, protestanti e cattolici e io non ero né protestante né cattolico e dissi: “Che me ne frega?”. Quando andarono a prendere gli ebrei dissi: “Ma io non sono mica ebreo e quindi perché mai mi dovrebbero detestare?”. Il risultato fu che quando vennero a prendere me non c’era più nessuno che potesse protestare per la mia cattura».

(Henrich Böll)

In compenso esiste anche una versione di ... mingus!!!!

Don't Let It Happen Here
By Charles Mingus

One day they came and they took the communists,
And I said nothing because I was not a communist.

Then one day they came and they took the people of the Jewish faith,
And I said nothing because I was had no faith left.

One day they came and they took the unionists,
And I said nothing because I was not a unionist.

One day they burned down the Catholic churches.
And I said nothing because I was born a Protestant.

Then one day they came and they took me.
And I could say nothing because I was guilty as they were,
For not speaking out and saying that all men have a right to freedom.

salud

Venturik ha detto...

Ah.

Qui sono stato "leggiero", quando ho visto "H. Marcuse" ho pensato immediatamente a Herbert (e chi non lo avrebbe fatto, però...)...grazie per il link, ovviamente, che mi andrò a vedere. Certo pure Heinrich Böll...e Mingus! Di questo passo mi toccherà convincermi che davvero l'ho scritta anch'io ;-))

Salut, grazie e 1 abbraccio!

franco senia ha detto...

mi verrebbe da dire che .... l'hanno scritta tutti!

salud

Sergio ha detto...

off-topic:

http://dondesergio.blogia.com/2008/063001--65-horas-ni-de-cona-.php

;-)

Venturik ha detto...

A me verrebbe da dire...che hai ragione!

Salut!