venerdì 25 settembre 2009

Castelgandolfo



I lettori di questo blog, e anche di tutte le altre cose pubblicate nell'orbe terraqueo, sono ovviamente (e fortunatamente) dispensati dal conoscere chi sia tale Gandolfo Giovanni; ma, in un impeto di precisazione, dirò che si tratta di un oltremodo oscuro capogruppo di AN prima (e del PDL poi) al Quartiere 3 della città di Firenze. Tale tempesta precisatoria resterebbe però comunque vana, se non si precisasse ulteriormente che in detto quartiere 3 ha sede il CPA - Centro Popolare Autogestito Firenze Sud. In via di Villamagna 27/A, per essere ulteriormente più precisi; e ora non preciso più niente perché m'è bell'e venuto a noia.

La scorsa settimana, il CPA ha compiuto i suoi vent'anni di vita e di presenza nel quartiere e nell'intera città. Poiché, pur facendone più o meno parte ma non essendo per nulla incline all'agiografia o alla vuota idealizzazione, questo luogo è una presenza che si rivela tanto più importante quanto più la standardizzazione e l'omologazione della vita cittadina procedono a passo militare, dirò soltanto che una presenza, e soprattutto un'attività militante come quella del CPA dovrebbero essere oggetto di pubblico ringraziamento, dato che una città dove da 20 anni esiste e resiste un posto del genere ancora non dev'essere del tutto defunta. Invece no. Periodicamente, ad esempio, personaggi come il tizio di cui sopra e i suoi caporioni ripartono in tromba servendosi di non meglio identificati (anzi, mai identificati) "cittadini esasperati" e ordinando alla "stampa cittadina" tronfi paginoni di idiozie precotte partendo regolarmente da episodi assolutamente risibili.

Stavolta è toccato nientepopodimeno che ai fuochi d'artificio. Durante la festa per il ventennale (a cui è intervenuto peraltro un personaggio del calibro e della stazza -in tutti i sensi- di Carlo Monni, uno che invece di declamare Dante, leggere la Bibbia assieme alla Carfagna e dirigere Pinocchi e Tigri nella Neve non si è per niente dimenticato delle sue radici) sono stati lanciati alcuni fuochi d'artificio, peraltro regolarmente autorizzati. I fatti devono essere andati così: qualche cittadino, magari neppure per "protestare", deve avere telefonato ai Vigili Urbani per domandare di che cosa si trattasse. Un par di giorni dopo, eccoti il Gandolfo Giovanni, con il gentile e prono ausilio de "Il Firenze" (indebitatissimo foglio della catena "E-Paperopolis") che si lancia nella consueta pugna a base esasperazioni, nonsipuoppiuvvìvere, eglieoradifinìlla eccetera. Tutte le solite cose trite e ritrite, con tanto di interrogazione al Consiglio di Quartiere. Che fine facciano poi tali interrogazioni lo si è visto in casi analoghi, in cui il Gandolfo e gli altri consiglieri piddièlli nemmeno si sono presentati alla discussione consiliare.

Vorrei a questo punto ricordare una cosina simpatica sia al sig. Gandolfo sia al "Paperfirenze". Durante tutta l'estate, e spesso a ore ben più tarde, in tutto il territorio comunale e nei comuni limitrofi, fin nell'ultimo dei paesini, si lanciano fuochi d'artificio per le feste di santarelli patroni, da Sant'Elpidio Martire a Santa Cunegonda vergine, a cadenza settimanale. Io stesso, che abito all'Isolotto, ne avrò sentiti perlomeno quattro o cinque. Mi si potrebbe obiettare che il CPA si trova "in mezzo alle case"; ma, fermo restando che tali fuochi sono stati lanciati non certamente per la strada o verso le case, non mi risulta che nei suddetti paesini si vada a lanciarli in mezzo alla campagna o in lande desolate, ché magari Santa Cunegonda se ne avrebbe pure a male e gli manderebbe la pestilenza, la carestia e la segale cornuta. Mi ricordo anzi, quando abitavo vicino a Colle Val d'Elsa, di aver visto un bel lancio di fuochi d'artificio in mezzo al paese di Castellina Scalo, con relativo e meraviglioso incendio di un gruppo di automobili parcheggiate, sulle quali era caduto un bel raudone abortito. Una scena da non perdere, coi proprietari che volevano fare giustizia sommaria della Premiata ditta Pasqualino Ajello o roba del genere. Al CPA, invece, facciamo tutto da soli -come per ogni altra cosa-, senza "premiate ditte" e senza dar fuoco a niente.

Come sempre, invece, un pisciatissimo fuoco alla polveri vorrebbero darlo i signori Gandolfo eccetera, al pari di quel suo capetto che mesi fa è andato a farsi pigliare a pattonate & picchi ne' denti mentre scassava la minchia a degli onesti lavoratori di un negozio. Ma, come sempre, e nonostante il servizio messo a disposizione dal "Paperfirenze" con tanto di richiamino in prima pagina, non prenderà fuoco un bel niente. Con la precisazione (maremma, quanto preciso oggi!) che tali personaggi dovrebbero mettersi in testa una cosa fondamentale, e una volta per tutte.

Poiché (anche nel sublime articolo dell'Arruffapopolis) si parla, per bocca del Gandolfo, di un luogo come il CPA che "vive nell'illegalità a spese dei cittadini", vorrei ricordare che il CPA non costa un centesimo alla cittadinanza e che tutto, là dentro, viene sostenuto solo grazie alla militanza e al quotidiano farsilcùlo come una capanna dei suoi frequentatori. Ciò che invece costa alla cittadinanza, e assai, sono gli stipendi e le diarie dei signor Gandolfo. Stipendi e diarie che, almeno, dovrebbero essere erogate affinché tali signori si occupassero di cose serie, e non di scemenze come questa, poi strombazzate da una "stampa" che di "libero" oramai non ha più nemmeno il nonno interpretato da Lino Banfi. Nella costante illegalità morale della loro perfetta inutilità e dannosità politica e sociale ci vivono questi signori, non il CPA.

In ultimo, vorrei dare al sig. Gandolfo un fattivo suggerimento.
Affinché, finalmente, si decida a fare qualcosa di veramente utile al mondo, abbracci la carriera ecclesiastica; e se lo dico io, che certo non sono un seguace di Santa Romana Chiesa cattolica e apostolica, ci può credere. Anche l'ultimo dei parroci di campagna svolge comunque un servizio più utile e intelligente di sedicenti "consiglieri di quartiere" che perdono il loro tempo, ma non a gratis, per presentare "interrogazioni" su dei fuochi d'artificio.

Una volta, finalmente, fattosi prete potrebbe pure ambire, un giorno, ad essere eletto al Soglio Pontificio. Altro che Consiglio del Quartiere 3! Con il nome che porta, potrebbe persino passare le vacanze (che per i papi, data la loro grave età, si chiamano "periodi di riposo") nella secolare tenuta che reca il suo nome. A Castelgandolfo il Gandolfo, qui sibi nomen imposuit Phantacalcii Primi. Nel frattempo, come semplice parroco, potrebbe guidare la festa patronale di San Teobaldo con relativa processione, cenone in piazza e spettacolo pirotecnico. Certo che nessun "cittadino esasperato" e nessun "Paperfirenze" protesterebbero.


Nella foto: L'ingresso della possibile nuova residenza del consigliere quartierale Giovanni Gandolfo.